21 giugno 2013 - Sembra assurdo ma dopo che i BRICS cioe' Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa hanno deciso di creare unabanca comune svincolata dal dollaro e dal Fondo Monetario Internazionale,alcuni di questi paesi hanno visto esplodere "fenomeni naturali", vedi inondazioni India, o proteste di massa, vedi Brasile in questi giorni...
Le proteste in Brasile sono iniziate circa una settimana fa a San Paolo ma presto si sono diffuse in in gran parte del paese, da Rio del Janeiro a Belo Horizonte, Porto Alegre, Recife, Fortaleza e in ogni città in cui sono previsti gli incontri di calcio della Confederations Cup, anteprima dei mondiali.
La ragione scatenante è stato l’aumento di 20 centesimi di reais (7centesimi di euro) del prezzo dei trasporti pubblici. Un’occasione per manifestare il disappunto di gran parte delle persone verso le spese sostenute dal Brasile per ospitare due grandi eventi sportivi nel giro di due anni, i Mondiali di calcio del 2014 e le Olimpiadi del 2016, piuttosto che destinare gli investimenti all’Istruzione, alla Sanità e ai servizi sociali. Per Mondiali e Confederations Cup il governo ha stanziato circa 15 miliardi di dollari.
[Quanto costa organizzare i Mondiali?]
Ieri le autorità di San Paolo e Rio del Janeiro hanno annunciato di aver revocato l’aumento del prezzo dei biglietti per il trasporto pubblico. Rapportato in dollari i biglietti a San Paolo torneranno a costare 1,35 dollari anziché 1,44 e per fare una corretta proporzione bisogna tenere conto che uno stipendio medio in Brasile equivale a 306 dollari al mese.
A Porto Alegre, Blumenau, Recife, Cuiabá e João Pessoa gli aumenti erano stati già abrogati lunedì.
La presidente Dilma Rousseff, dopo essersi consultata con l’ex presidente e suo mentore politico Lula, ha aperto un dialogo con i manifestanti riconoscendone le rivendicazioni.
Ma come spesso accade ormai la protesta ha assunto significati e obiettivi più vasti. Oltre ai cortei pacifici, ci sono stati saccheggi, auto incendiate e vetrine distrutte
Ieri nuove manifestazioni a cui hanno partecipato circa 7 mila persone si sono tenute a Rio de Janeiro e un gruppo di 200 o pocò più manifestanti si è scontrato con la polizia quando ha cercato di bloccare il ponte di 15Km che collega la città alla baia.
Si tratta, secondo alcuni osservatori, delle proteste più vaste e partecipate degli ultimi 20 anni.
A Fortaleza, una città di 3,5 milioni di abitanti, dove sono stati schierati 6.000 agenti supplementari della polizia di Stato, i manifestanti hanno inveito contro classe politica del paese, accusandolo di corruzione e di cattiva gestione della cosa pubblica.
Il ministero della Giustizia ha ordinato un rinforzo degli agenti di polizia militare fori i cinque stadi ospitanti le partite della Confederations Cup situati negli Stati di Rio de Janeiro, Bahia, Minas Gerais, Ceará e nel distretto federale di Brasilia.
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