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mercoledì 10 luglio 2013

La Cina si prepara ad una invasione su vasta scala

Questo materiale è un estratto di un grande lavoro di carattere riservato che avevo svolto e reso disponibile solo a livello strategico. Abbiamo selezionato per voi da questo piano strategico solo gli elementi la cui rilevanza e il significato sono accessibili a tutti.
SongsTutti sono rimasti sorpresi nel vedere che gli Stati Uniti non hanno dispiegato forze aeree per creare una “no fly zone” nello spazio aereo della Siria. In un precedente articolo, ho detto che per una eventuale no-fly zone sulla Siria, dovevano partecipare aerei militari di Giordania, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto. Nel frattempo, l’esercito egiziano, fedele alla memoria del colonnello Gamal Abdel Nasser, il vero artefice dell’indipendenza dall’Egitto e che fu per tre anni il presidente della Repubblica Araba Unita, cioè l’Egitto e la Siria, ha cacciato Mohamed Morsi, che aveva aderito alla politica dei sostenitori dei ribelli islamici in Siria. Fino alla fine della guerra civile in Siria, gli Stati Uniti non hanno schierato più di 1-2 squadriglie di aerei nella regione. Se mai l’avessero fatto, sarebbero caduti in una trappola enorme.
Il South China Morning Post di Hong Kong ha consultato il dossier dell’ex agente NSA Edward Snowden, evidenziando i mezzi tecnici dello spionaggio della NSA e le

martedì 9 luglio 2013

La Troika e' pronta per una fase "greca" anche in Italia

Il vero scandalo non è la laconica dichiarazione del Fondo Monetario Internazionale, per bocca della sua direttrice Christine Lagarde, quella stessa signora che mesi fa ammise candidamente e senza essere presa a calci nel sedere da alcuno, che l’FMI aveva sbagliato i conti sulle possibili conseguenze dell’austerity. No, il vero scandalo è nel vedere l’infinita, colpevole rassegnazione di un popolo, il nostro, che sta assistendo impassibile al proprio funerale!

Benché sia evidente il progetto di mettere in ginocchio il nostro paese per consentire alla Goldman Sachs & C. di razziare i gioielli di famiglia (Eni, Finmeccanica, patrimonio immobiliare pubblico e riserva monetaria..), dalla sera alla mattina restiamo con la lingua ciondolante dinanzi ai Tg, ad ascoltare le dichiarazioni di tanti mascalzoni travestiti da politici, i quali eseguono le disposizioni della Troika, ossia della Commissione Europea (direi meglio “commissione esecutiva della dittatura”), della BCE e del FMI, oltre che della Merkel.

LO SCANDALO DELLE INTERCETTAZIONI E LE PROSPETTIVE DI UNA NATO ECONOMICA

 NAT
DI VALENTIN KATASONOV
strategic-culture.org

La zona di libero commercio Stati Uniti/Europa, destinata a promuovere l’integrazione economica, è ora al centro dell’attenzione mediatica mondiale. Per descrivere il progetto viene utilizzato un termine molto accattivante: “NATO Economica”. La questione risale al 2011 e negli ultimi sei mesi ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo. Lo scorso Febbraio, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e Josè Manuel Durão Barroso, attuale Presidente della Commissione Europea, hanno espresso la loro disponibilità a dare il via al dibattito sul progetto. Durante il G8 di giugno scorso in Irlanda è stata fissata la data d’inizio dei dibattiti: l’8 Luglio del 2013.

Liberarsi dei dazi doganali ed altre limitazioni può seriamente dare un notevole impulso allo sviluppo economico dell’America del Nord e dell’Europa. E’ vero, i dazi sono ora già molto contenuti, non superano il 5/7% in media. Ma il volume d’affari annuale del cargo marittimo raggiunge quasi il mezzo trilione di euro; quindi il gettito doganale sugli scambi va misurato in milioni e milioni di euro. Esempio: nel 2010 le società chimiche europee hanno versato agli Stati Uniti dazi doganali per circa 700 milioni di euro. Lo stesso vale per le società chimiche statunitensi: hanno pagato quasi un miliardo di euro di dazi all’Europa. 

venerdì 5 luglio 2013

Banche: il “prelievo forzoso” diventa legge europea. Ecco cosa cambia col fallimento ordinato

prelievo-forzosoDall’eccezione alla regola. Avevano detto che lemodalità di salvataggio di Cipro non si sarebbero ripetute, ed invece è stata creata un’apposita normativa che nella pratica consente agli Stati dell’Eurozona di ripercorrere esattamente la stessa strada.
Lo aveva preannunciato il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, per poi smentire di getto a causa del panico diffusosi in tutta Europa. Ma era buona la prima: Cipro è diventato un modello.
In settimana è stato firmato l’accordo. Da adesso in poi prima che uno Stato intervenga a salvare una banca, il prezzo sarà pagato dai correntisti e dagli investitori ed ,in molti casi, sarà molto, molto alto.
Sono in molti a pensare che le parole “fallimento ordinato” nascondano in realtà la volontà di codificare a livello comunitario il ben più famoso prelievo forzoso che anche l’Italia ha sperimentato nell’ormai celeberrimo caso del 1992.

La Finlandia vuole lasciare l'Euro! (la notizia rimbalza sui giornali del nord Europa, ma in Italia neppure una riga!)

Helsinki - Il progetto dell'area euro dovrebbe ritornare alla sua versione originale, al Trattato di Maastricht. Altrimenti la Finlandia e gli altri Stati membri "teutonici" e finanziariamente più solidi tenderanno a tornare alle valute nazionali.  Una sempre maggiore politicizzazione convincerà i paesi "forti" ad abbandonare la moneta unica. Ne è convinto il chief economist di Deutsche Bank, Thomas Mayer.

Il rischio è che molti paesi vogliano una moneta più forte e se non verranno accontentati se ne andranno", ha dichiarato il consulente senior della banca al quotidiano svedese Dagens Industri. Il paese che ha raggiunto il limite di sopportazione è la Finlandia. "Non partecipa più del tutto ai piani di aiuto e chiede sempre una garanzia collaterale per tutti i soldi che concede in prestito". 

mercoledì 3 luglio 2013

Cipro: continua caos, prelievo arriva a 40%

La manifestazione di protestadi Furio Morroni
Un colpo di mannaia sui loro risparmi che potrebbe arrivare fino al 40%: è quello che si aspettano ormai i correntisti con depositi oltre 100 mila euro nelle due maggiori banche cipriote - la Bank of Cyprus e la Laiki Bank - al centro del piano di ristrutturazione del sistema bancario di Cipro concordato dal governo di Nicosia con l'Eurogruppo per evitare la bancarotta. E la sola Chiesa ortodossa ha calcolato di avere già perso oltre 100 milioni di euro di capitale. A dare la scioccante notizia è stato il ministro delle Finanze Michalis Sarris, parlando alla Bbc. Il ministro ha precisato anche che i controlli sui conti e i depositi per evitare una fuga di capitali "si protrarranno per alcune settimane".

lunedì 1 luglio 2013

Bilderberg 2013 : colpire il governo Orban che ha statalizzato la banca centrale, vietato gli Ogm e fatto crescere il benessere del popolo ungherese

Il quotidiano ungherese conservatore ‘Magyar Nemzet’ ha ottenuto informazioni riservate da fonti vicine a chi ha partecipato alla conferenza del Bilderberg in Herdfordshire, in Inghilterra tra il 6 ed il 9 giugno su un complotto in atto perpetrato dall’Unione Europea e dai suoi agenti locali a commettere brogli elettorali nelle elezioni nazionali ungheresi del prossimo anno.
Secondo la fonte, Viviane Reding, vicepresidente della Commissione Europea, ha assicurato ai partecipanti che l’Unione Europea, attraverso l’uso dei mezzi di comunicazione controllati ed i suoi agenti in Ungheria che ricevono finanziamenti dagli Stati Uniti (partito socialista e Gordon Bajnai),
lanceranno una campagna di paura per manipolare il comportamento di voto.
Uno dei piani e’ che subito dopo le elezioni l’Unione Europea ed i suoi agenti accuseranno
il governo ungherese, attraverso il montaggio di telecamere nascoste sopra le cabine di voto,citando
testimoni oculari per mettere in discussione la legalita’ del voto.

mercoledì 26 giugno 2013

La Germania propone un prelievo dell’8% sui conti deposito degli europei per salvare le banche!


Sabato, durante la riunione tra i ministri delle Finanze UE sui metodi per aiutare le banche in difficoltà, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble ha proposto di effettuare un prelievo dell’8% sui depositi bancari per garantire la sopravvivenza delle banche in difficoltà, sostenendo che questa soluzione è la migliore poiché le perdite sarebbero molto più ingenti se le banche fallissero.

giovedì 20 giugno 2013

ULTIME DAL MES: STATI E RISPARMIATORI DEVONO PAGARE LA RICAPITALIZZAZIONE DELLE BANCHE

DI PIERO VALERIO
tempesta-perfetta.blogspot.it

E voi direte, ma cosa c’è di nuovo sotto il sole? E’ dall’inizio della crisi dell’eurozona chegoverni e contribuenti pagano per il salvataggio delle banche e attraverso la manipolazione mediatica la cosa ormai è diventata una prassi comunemente accettata. La novità però questa volta è che i tecnocrati di Bruxelles, in vista del prossimo Consiglio europeo di fine mese, hanno messo nero su bianco su un documento ufficiale regole, metodi, cifre, vincoli per descrivere come si deve svolgere l’intero processo, lasciando poco spazio all’improvvisazione e all’immaginazione. In pratica i criminali hanno finalmente confessato la loro colpa, sperando negli effetti terapeutici dell’outing e spiegando chiaramente agli europei quanto ancora devono pagare (e si tratta di cifre da capogiro) per tenere in piedil’idiozia dell’euro

Qualcuno diceva che il miglior modo per nascondere la verità, è renderla palese e visibile a tutti. Ecco, confidando nella nostra incapacità di interpretare gli eventi e capire la realtà che ci gira intorno, pare che i tecnocrati e i politicanti europei abbiano decisamente intrapreso questa strada. 

Ma vediamo come funzionerà l’ennesimo meccanismo infernale messo a punto da tecnocrati e banchieri per distruggere la democrazial’economia reale, la coesione sociale. Già sapevamo che gli accordi del MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, prevedevano al loro interno, oltre al sostegno diretto agli stati (che serviva poi a finanziare le banche in difficoltà, vedi il caso Irlanda, Spagna e Cipro, o a pagare i creditori francesi e tedeschi, vedi ilcaso Grecia e Portogallo), anche la possibilità di ricapitalizzare le banche “zombie” dell’eurozona. Ora conosciamo i termini in cui avverranno queste operazioni di ricapitalizzazione, e vi anticipo già che saranno ancora dolori, lacrime e sangue per tutti i contribuenti, che già hanno dovuto una prima volta pagare e stanno ancora pagando per mettere in piedi la trappola del MES. Insomma nell’eurozona, fra mille indecisioni e tentennamenti, di una cosa possiamo sempre essere certi: la socializzazione delle perdite bancarie e la privatizzazione dei profitti non è più una raccapricciante anomalia dovuta all’emergenza ma la prassi, la normalità, la forma principale di “buon governo” dell’economia e della finanza. E siccome, come abbiamo anticipato, i capitali necessari per salvare l’intero settore bancario fallito raggiungono a spanne numeri ciclopici, non sappiamo quanto saranno ancora bravi gli europei a reggere l’urto e capaci di bere l’amaro calice. E’ davvero così difficile capire che ciò che sta accadendo in Europa corrisponde alla più grande espropriazione collettiva di ricchezza mai avvenuta nella storia dell’umanità? 

domenica 16 giugno 2013

Il prossimo passo verso la completa Dittatura in Europa

Non sono passate nemmeno 24 ore dalla fine dell'annuale conferenza dei Bilderberg e di già vengono applicate le misure di cui hanno parlato...

L'Ober Sau Kissinger ha ribadito che il popolo Greco deve essere colpito nelle sue infrastrutture culturali, nell'informazione e nel sociale affinchè lo si possa annientare, quello che è successo oggi è uno dei tanti passi che i criminali della UE hanno fatto colpendo la TV statale greca, era ancora l'unica via di informazione che faceva critica nei confronti di dell'attuale governo messo li dai Bilderberg e dai Rothschild, oggi in Grecia è stata ammazzata la Democrazia e nessun governo che fa parte della più grande organizzazione a delinquere "la UE" ha aperto bocca.

Nemmeno sotto l'occupazione Tedesca e durante sotto la dittatura Militare dal 1967-1974 si era vista una cosa del genere, chiudere la fonte di informazione popolare è un gesto dittatoriale che solo i criminali che siedono a Brussel potevano fare, la Grecia è nel mirino della Eurocorps che a breve farà sentire il suo peso e la sua presenza in Grecia, di già nelle Dogane e negli Aeroporti si trovano poliziotti Tedeschi e Austriaci per controllare i passeggeri e chi esce fuori dal paese, uno dei partecipanti alla conferenza dei Bilderberg era proprio il Comandante dell'Eurocorps Olivier de Bavinchove accompagnato dall'auto nominatosi per la seconda volta Presidente delle Commissioni a Brussel Manuel Barroso, quello che da anni viene detto in Internet e che nessun Politico di spicco in tutta la UE ha mai detto è che questa Europa è una costruzione Dittatoriale decisa nel lontano 1904 e che è quasi completata, cosa diffondono i criminali che siedono a Brussel ???

sabato 15 giugno 2013

Rischio concreto di confisca dell’oro


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Non e’ da escludere. Possibile che Ue e governo Usa abbiano gia’ deciso la confisca. Allo studio un piano da implementare in coincidenza con un prezzo specifico.
NEW YORK (WSI) – E’ a tutti gli effetti possibile che il governo Usa e ipoteticamente l’Unione Europea abbiano gia’ deciso una confisca dell’oro. Stando alle previsioni di un gruppo di analisti Usa, il governo americano e le autorita’ europee avrebbero gia’ studiato un piano da implementare in coincidenza con un prezzo specifico.
La maggiore minaccia per gli investimenti in oro e argento non e’ rappresentata dalle speculazioni aggressive dei maggiori fondi mondiali, come si sarebbe portati a pensare, bensi’ dai governi di Usa ed Europa, che potrebbero ritirarlo dalle tasche dei cittadini piu’ benestanti. Almeno questa e’ l’opinione degli analisti finanziari del settore minerario ed energetico di Casey Research.
Finora i dibattiti su una simile eventualita’ “estrema” non sono mancati, ma si sono fermati all’assunzione che il pericolo e’ comunque lontano nel tempo, come qualcosa che va preso in considerazione, indubbiamente, ma in futuro.
I migliori consulenti finanziari al mondo adducono due motivazioni alla loro tesi, secondo cui l’oro non sara’ confiscato presto. In primis, perche’ significherebbe che il governo riconosce il grande valore che ha il metallo prezioso, rivedendo la sua posizione ufficiale. In secondo luogo, il fatto che le autorita’ incontrerebbero una resistenza molto piu’ feroce rispetto a quella che incontrarono nel 1933.
Il riferimento e’ all’anno in cui Franklin Roosevelt, appena insediatosi alla Casa Bianca, creo’ il famigerato Emergency Banking Act, misura d’emergenza per far uscire l’America dalla crisi finanziaria, con la quale veniva imposto che tutto l’oro detenuto dai cittadini (esclusa la gioielleria personale) venisse consegnato alle banche.
Se un evento simile dovesse ripetersi, il cittadino medio sarebbe travolto da sentimenti contrastanti.
Felice di vedere che i pochi “ricchi cattivi” vengano finalmente puniti, da una parte, ma al contempo preoccupati dall’idea che il governo sia in grado di compiere una sorta di furto – e di tale portata – con la forza, nella paura che loro potrebbero essere i prossimi della lista, come ci insegnano i momenti di panico a Cipro, successivi alla minaccia dell’imposizione di un prelievo forzoso per tutti i correntisti.
In generale, e’ sempre nell’interesse del governo implementare la confisca in un periodo di relativa calma (dopo il prossimo crollo dei mercati, ad esempio). Solo dopo che il cittadino si sara’ reso conto che ci troviamo in una crisi seria caratterizzata da una fase di depressione economica.
A quel punto il 99% sara’ ben contento di far pagare gli “avari ricchi” per la crisi causata da un sistema finanziario pieno di falle. E si disinteressera’ dei dettagli e dei modi con cui questo avviene, perche’ avranno poco da perdere e quasi tutto da guadagnare.
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