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mercoledì 24 luglio 2013

Berlino ci chiede lavoratori-schiavi, che parlino tedesco

Trovo questo articolo su una rivista di supernicchia che si chiama “Orizzonte Scuola”. Mentre leggo, sento i sudori freddi e mi chiedo come mai tutto ciò non sia sulle prime pagine, e come mai non se ne discuta nei programmi politici serali. Perchè la notizia che “la Germania chiede ai paesi del Sud più scuole-lavoro, perché ha bisiogno di manodopera a basso costo”, è roba da rispolverare i libri di storia, da fare interrogazioni parlamentari, da scendere in piazza terrorizzati nel vedere il ripetersi di percorsi ed eventi che non risalgono a millenni fa, ma di cui abbiamo testimoni ancora in vita. Racconta “Orizzonte Scuola”: «La Germania ha così finanziato, ad esempio in Portogallo, progetti di scuola-apprendistato, lo stesso in Spagna con la quale è previsto il trasferimento di 5.000 giovani spagnoli da formare ed eventualmente assumere in Germania».
«Così dalla Spagna sono giunte nelle fredde terre germaniche 20.000 giovani (il triplo rispetto al 2008), 34.000 dalla Grecia, 11.000 dal Angela MerkelPortogallo, e ben 42.000 dall’Italia. Si punta ad un’azione più incisiva, con corsi di tedesco durante le esperienze scuola-lavoro, bisogna pensarci per tempo. La Germania ha fretta e la Merkel invita i paesi ad avviare queste “riforme”». La Germania chiede insomma che i giovani del sud siano appositamente formati in scuole tecniche con corsi di tedesco, e poi inviati a lavorare nella Grande Germania che ha bisogno di manodopera. Io li immagino salire sui treni, con la valigia legata con lo spago, mentre salutano mamme con la veletta e nonne vestite di nero e l’altoparlante della stazione diffonde le canzoni del Trio Lescano.
Settant’anni sono passati invano, eccoci di nuovo al punto di partenza. E di nuovo, abbiamo un governo che supinamente acconsente a mandar braccia in cambio di nulla, a farsi servo di stranieri chiaramente sulla strada di distruggere l’Europa intera e non per la prima volta. Come si possa essere così ciechi e immemori è un mistero. Per fortuna esiste la stampa libera e senza bavaglio, come “Orizzonte Scuola”. «Vi chiedo una sola cosa: se sopravvivete a questa epoca non dimenticate. Non dimenticate né i buoni né i cattivi». (Julius Fucik, eroe della Resistenza Cecoslovacca).
(Debora Billi, “Orrore, la Germania ci ordina manodopera a basso costo che sa il tedesco”, dal blog “Crisis” del 25 giugno 2013).

Bulgaria, parlamento assediato dai manifestanti

 Bulgaria: parlamento assediato dai manifestanti

Parlamento assediato dai manifestanti, evacuate dalla polizia 80 persone, oltre 30 rimangono dentro.

-Angelo Iervolino- 24 Luglio 2013– SOFIA – 

Più di 110 persone, tre ministri, deputati e giornalisti, sono rimasti bloccati per quasi tutta la notte nella sede del parlamento bulgaro a Sofia, assediato da ieri pomeriggio da una folla di manifestanti che protestano contro la corruzione e chiedono le dimissioni del governo di sinistra del premierPlamen Orecharski e nuove elezioni. Alle 3,30 ora locale (le 2,30 in Italia) la polizia è riuscita a forzare una barricata dei dimostranti e raggiungere l'edificio con diverse camionette, evacuando circa 80 persone, tra i quali i ministri Dragomir Stoynev e Ademov e i deputati del Partito socialista (Psb) e del partito della minoranza turca (Mdl). In precedenza un tentativo della polizia di forzare l'assedio era fallito, con scontri nei quali 9 persone erano rimaste ferite (due erano poliziotti). Sono rimaste ancora intrappolate circa 30 persone. LaBulgaria, è il paese più povero dell'Unione europea, dall'inizio dell'anno vive una grave crisi politica, provocata dalla crisi economica globale. A febbraio il governo del premier di destraBoiko Borisov è caduto a seguito delle continue manifestazioni di piazza contro le misure di austerità. Dalle elezioni anticipate del 12 maggio è uscito un governo di tecnocrati sostenuto dalla sinistra, ma le manifestazioni sono continuate. Secondo informazioni non confermate, le forze di polizia sono state mobilitate nella capitale da altre città, tra cui Blagoevgrad eKyustendil. I manifestanti stanno costruendo barricate intorno al parlamento con tavole, piastrelle, bidoni della spazzatura, panchine e altri oggetti trovati in strada. Tra l’Università di Sofia "St. Clemente di Ocrida" e il parlamento erano accatastati tronchi, rami, pezzi di metallo. Le barricate sono destinate a impedire del tutto l’accesso al Parlamento.



“Gli ambasciatori di Francia e Germania in Bulgaria hanno chiesto la fine delle relazioni tra gli oligarchi e la classe politica del Paese. Motivo della presa di posizione degli ambasciatori sono diventate le manifestazioni di proteste antigovernative che vanno avanti da ventiquattro giorni consecutivi paralizzando il Paese. A Sofia migliaia di manifestanti quasi quotidianamente gridano slogan come "mafia" all'indirizzo del governo. In un comunicato congiunto, gli ambasciatori di Francia e Germania hanno affermato che il modello oligarchico non ha nulla a che fare con la civiltà e il modello di sviluppo dell'Unione Europea. Parigi e Berlino sono i principali donatori dei fondi dell'UE, di cui la Bulgaria in qualità di Paese più povero del blocco, ne trae beneficio.”

Per ulteriori approfondimenti leggere qui:

giovedì 18 luglio 2013

La Grecia approva: a casa 25.000 dipendenti pubblici

di REDAZIONE
Il parlamento greco ha approvato nella notte il controverso disegno legge che prevede, nell’ambito della riforma dell’amministrazione pubblica, un piano tra licenziamenti e cassa integrazione che coinvolge circa 25.000 dipendenti statali entro la fine del 2013.
Il provvedimento, approvato nel quadro degli interventi richiesti dalla troika per lo sblocco di una nuova tranche di prestiti, e’ stato approvato con 153 voti su un totale di 300 deputati. La votazione e’ avvenuta mentre migliaia di cittadini manifestavano fuori dal parlamento.
Dal canto suo, il ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble, proprio oggi in visita ad Atene, ha lodato i ”grossi passi avanti” compiuti dall’esecutivo ellenico dicendosi ”colpito” dal miglioramento dei conti. In occasione del suo arrivo nella capitale, la polizia ha blindato in via precauzionale la centralissima piazza Syntagma, teatro principale di proteste spesso degenerate in violenze.

Fonte: L'Indipendenza

martedì 16 luglio 2013

Marra: eliminare giudizialmente i Rothschild e Rockefeller. De-massonizzare la Corte Europea e la giustizia mondiale.

corte-europeaScrivo per chiedere ai buoni magistrati di sconfiggere i magistrati massoni o filo-massoni, di non farsi condizionare da loro, e di processare tutti quei membri delle dinastie Rothschild e Rockefeller (R&R) implicati negli infiniti crimini delle loro infinite banche.
Magistratura mondiale che è piena di massoni, alcuni dei quali persino pedofilo\satanici (vedi di seguito), a partire da quella italiana, quella della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), e quella della Corte di Giustizia del Lussemburgo.
Massoneria che è sempre illecita, perché ha il suo fulcro nella segretezza, ma che nel mondo anglosassone è meno censurata perché ne è pervaso da secoli in una misura in cui noi lo siamo solo da alcuni anni.
A parte poi che il mondo anglosassone sa a stento il diritto dove stia di casa.
Anche se è così bravo nelle tecnologie e nell’organizzazione da essere riuscito per molti versi a diventare più civile di noi, vittime come siamo di stadi dello strategismo vicini al delirio.
CEDU che ha venduto alle lobby massonico\bancarie il suo ruolo di controllore delle giustizie nazionali e si è rimangiata tutta la giurisprudenza che eravamo riusciti a strapparle in venti anni.
CEDU che si limita ora, in tempi ben più lunghi di quelli delle giustizie le cui lungaggini finge di censurare, a pronunziare qualche sentenza suggestiva, ma senza effetti sull’andamento e sulla velocità delle cause nazionali.
Questo perché così deve fare per servire i R&R, ai quali il buon andamento delle cause e la loro velocità sarebbero letali, perché sono il vertice della cupola criminale mondiale bancaria e non.

mercoledì 10 luglio 2013

Antartide: la fine del settimo continente

  
Antartide – foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


I 13 milioni di chilometri quadrati del continente bianco – a cui si accostò il capitano James Cook  nel 1773 – hanno il tempo contato. I Paesi che hanno firmato la Convenzione per la regolamentazione delle attività minerarie hanno trovato recentemente una serie di scappatoie che sembrano accontentare tutti e che ora potrebbero dare il via libera definitivo allo sfruttamento intensivo di questo territori
  Antartide – foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
Un gruppo di Stati rivendica una forma di sovranità sulla terra ricoperta di ghiaccio: Gran Bretagna, Francia, Australia, Nuova Zelanda e Norvegia hanno riconosciuto le rispettive rivendicazioni. Cile e Argentina, che fanno parte dei sette paesi rivendicanti, hanno contestato le pretese della Gran Bretagna, preferendo ignorare le loro rispettive richieste. 

venerdì 5 luglio 2013

Banche: il “prelievo forzoso” diventa legge europea. Ecco cosa cambia col fallimento ordinato

prelievo-forzosoDall’eccezione alla regola. Avevano detto che lemodalità di salvataggio di Cipro non si sarebbero ripetute, ed invece è stata creata un’apposita normativa che nella pratica consente agli Stati dell’Eurozona di ripercorrere esattamente la stessa strada.
Lo aveva preannunciato il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, per poi smentire di getto a causa del panico diffusosi in tutta Europa. Ma era buona la prima: Cipro è diventato un modello.
In settimana è stato firmato l’accordo. Da adesso in poi prima che uno Stato intervenga a salvare una banca, il prezzo sarà pagato dai correntisti e dagli investitori ed ,in molti casi, sarà molto, molto alto.
Sono in molti a pensare che le parole “fallimento ordinato” nascondano in realtà la volontà di codificare a livello comunitario il ben più famoso prelievo forzoso che anche l’Italia ha sperimentato nell’ormai celeberrimo caso del 1992.

La Finlandia vuole lasciare l'Euro! (la notizia rimbalza sui giornali del nord Europa, ma in Italia neppure una riga!)

Helsinki - Il progetto dell'area euro dovrebbe ritornare alla sua versione originale, al Trattato di Maastricht. Altrimenti la Finlandia e gli altri Stati membri "teutonici" e finanziariamente più solidi tenderanno a tornare alle valute nazionali.  Una sempre maggiore politicizzazione convincerà i paesi "forti" ad abbandonare la moneta unica. Ne è convinto il chief economist di Deutsche Bank, Thomas Mayer.

Il rischio è che molti paesi vogliano una moneta più forte e se non verranno accontentati se ne andranno", ha dichiarato il consulente senior della banca al quotidiano svedese Dagens Industri. Il paese che ha raggiunto il limite di sopportazione è la Finlandia. "Non partecipa più del tutto ai piani di aiuto e chiede sempre una garanzia collaterale per tutti i soldi che concede in prestito". 

Grecia: entro 3 giorni 4mila licenziamenti e salari a 350 euro

Grecia: entro 3 giorni 4mila licenziamenti e salari a 350 euro

Solitamente gli economisti parlavano di una uscita della Grecia prevista entro pochi mesi, durante il periodo peggiore della crisi, il 2012, per intenderci. Adesso (Xetra: A0Z23Q - notizie) , invece, i tempi sono particolarmente stretti, al limite del cappio al collo: 3 giorni per l’esattezza. E non si tratta di un film di spionaggio, ma della cruda realtà cui Atene dovrà sottostare per non perdere gli aiuti. Ma come mai si è arrivati a una situazione del genere? Evidentemente le privatizzazioni saltate (persa quella di Depa rifiutata da Gazprom perchè insicura, in forse quella di Opap, le cui condizioni contrattuali vorrebbero essere riviste dall’acquirente) hanno portato i rappresentanti della Troika a dover cancellare tutte le previsioni che proprio su queste vendite principali, che insieme avrebbero dovuto portare il 50% della copertura sugli aiuti internazionali, avevano basato i loro calcoli. Tutto da rifare dunque e dal momento che gli investitori stranieri non si fidano dell'economia greca, e la stessa Unione, insieme al Fmi potrebbe staccare la spina del moribondo paese che da oltre 5 anni sta combattendo contro una recessione senza precedenti allora si dovrà trovare il capitale da qualche altra parte. 
Quale? Industrie non ce ne sono più, il turismo è già collassato, il popolo allo stremo. Quindi una situazione da soluzione finale: tagliare 4mila posti di lavoro nel settore pubblico entro 3 giorni e altri 25mila 500 per fine 2013, diminuire gli stipendi minimi a 350 euro e chiudere gli ospedali visto che lo stato non è più in grado di fornire nemmeno le medicine (cosa che, per inciso, succede anche da noi, dove i malati sono costretti a portare le medicine da casa e nei pronto soccorso non vengono somministrate ma prescritte a chi è in grado di procurarsele...). In cambio, sempre che la Troika consideri positivi progressi fatti (se questi sono giudicabili come progressi...) allora arriveranno gli 8,1 miliardi.

mercoledì 3 luglio 2013

Cipro: continua caos, prelievo arriva a 40%

La manifestazione di protestadi Furio Morroni
Un colpo di mannaia sui loro risparmi che potrebbe arrivare fino al 40%: è quello che si aspettano ormai i correntisti con depositi oltre 100 mila euro nelle due maggiori banche cipriote - la Bank of Cyprus e la Laiki Bank - al centro del piano di ristrutturazione del sistema bancario di Cipro concordato dal governo di Nicosia con l'Eurogruppo per evitare la bancarotta. E la sola Chiesa ortodossa ha calcolato di avere già perso oltre 100 milioni di euro di capitale. A dare la scioccante notizia è stato il ministro delle Finanze Michalis Sarris, parlando alla Bbc. Il ministro ha precisato anche che i controlli sui conti e i depositi per evitare una fuga di capitali "si protrarranno per alcune settimane".

« Le Banche faranno tornare il Fascismo in Europa! »

Mentre la Grecia è sotto la tutela della Troika, mentre lo Stato reprime le manifestazioni per calmare i mercati e mentre l’Europa cerca di far galleggiare nuovamente le istituzioni finanziarie, il compositore Mikis Theodorakis chiama i greci a combattere e avverte i popoli d’Europa che, se le cose continueranno così, le banche faranno tornare il fascismo in Europa. 
Intervistato ad un programma politico molto popolare in Grecia, Mikis Theodorakis, figura emblematica della resistenza contro la dittatura dei colonnelli, avverte che se la Grecia si sottometterà alle esigenze dei cosiddetti “soci europei”, questi “la faranno finita con noi come popolo e come nazione”. Theodorakis ha accusato il governo di esser una “formica” di fronte ai suoi “compagnucci” mentre il popolo li vede come “brutali e offensivi”. Se questa politica continua “non potremo sopravvivere … l’unica soluzione è ribellarsi e combattere”, aggiunge il famoso musicista.
Membro della resistenza contro l’occupazione nazista e fascista, combattente repubblicano durante la guerra civile, torturato sotto il regime dei colonnelli, Mikis Theodorakis ha scritto una lettera aperta ai popoli d’Europa, pubblicata su numerosi giornali greci. Qui sotto alcuni stralci della lettera.

lunedì 1 luglio 2013

Bilderberg 2013 : colpire il governo Orban che ha statalizzato la banca centrale, vietato gli Ogm e fatto crescere il benessere del popolo ungherese

Il quotidiano ungherese conservatore ‘Magyar Nemzet’ ha ottenuto informazioni riservate da fonti vicine a chi ha partecipato alla conferenza del Bilderberg in Herdfordshire, in Inghilterra tra il 6 ed il 9 giugno su un complotto in atto perpetrato dall’Unione Europea e dai suoi agenti locali a commettere brogli elettorali nelle elezioni nazionali ungheresi del prossimo anno.
Secondo la fonte, Viviane Reding, vicepresidente della Commissione Europea, ha assicurato ai partecipanti che l’Unione Europea, attraverso l’uso dei mezzi di comunicazione controllati ed i suoi agenti in Ungheria che ricevono finanziamenti dagli Stati Uniti (partito socialista e Gordon Bajnai),
lanceranno una campagna di paura per manipolare il comportamento di voto.
Uno dei piani e’ che subito dopo le elezioni l’Unione Europea ed i suoi agenti accuseranno
il governo ungherese, attraverso il montaggio di telecamere nascoste sopra le cabine di voto,citando
testimoni oculari per mettere in discussione la legalita’ del voto.

venerdì 28 giugno 2013

Attali: abbiamo fatto in modo che uscire dal Trattato di Maastricht fosse impossibile

attali
Jacques Attali è uno dei padri fondatori dell’Unione europea e dei Trattati europei. Il  “visionario” tecnocrate è un ex banchiere francese, economista di Mitterrand e Sarkozy, grande amico di Massimo D’Alemache, come il sicario economico Georges Soros, gioca anche a fare  il filantropo e il  sociologo, nonché lo scrittore. E’ anche l’ideatore e il promotore del “poliamore“, cioé della nuova forma di poligamia che sarà introdotta in Europa subito dopo che tutti gli Stati avranno approvato le nozze gay.

giovedì 27 giugno 2013

Il Financial Times parla dell’Italia e silura Draghi

Il Financial Times parla dell'Italia e silura Draghi
Il rapporto del Tesoro, le indiscrezioni sulle perdite per l'Italia e l'accusa al governatore della Bce Mario Draghi, all'epoca della stipulazione dei contratti direttore generale del Tesoro.
A causa dei contratti su derivati ristrutturati all’apice della crisi dell’eurozona l’Italia rischia perdite per miliardi di euro: l’allarme, lanciato dal Financial Times in base a dati contenuti in un rapporto confidenziale del Tesoro e ottenuto anche da La Repubblica, rimbalza oggi su stampa e siti italiani, con risvolti preoccupanti.
Le perdite e il ruolo di Draghi
Il quotidiano della City cita un documento di 29 pagine del Tesoro, con dettagli sulle transazioni sul debito con dettagli sulle transazioni sul debito italiano e sull’esposizione nella prima metà del 2012, inclusa la ristrutturazione di otto contratti derivati con banche straniere per un valore di 31,7 miliardi di euro. Secondo gli esperti i contratti originali risalgono alla fine degli anni 1990. In quel periodo ”Mario Draghi, attuale presidente della Bce, era direttore generale del Tesoro”, afferma il Financial Times, sottolineando che il rapporto di 29 pagine non specifica le potenziali perdite dell’Italia sui derivati ristrutturati. Ma tre esperti indipendenti consultati dal quotidiano calcolano le perdite, sulla base dei prezzi di mercato al 20 giugno, a circa 8 miliardi di euro.

LA CRISI D’EUROPA IN 80 SLIDES

DI MAURIZIO BLONDET 
effedieffe.com 

Tra i «think-tank» fasulli e «fondazioni culturali» senza idee, che non hanno dato segno di attività intellettuale ancorché ampiamente irrorate di denaro pubblico (tipo «ItalianiEuropei» di D’Alema, o la fantomatica «FareFuturo» dello scomparso Gianfranco Fini), abbiamo il piacere di presentare il solo vero think-tank italiano: «Scenari Economici». Conosco personalmente il ristretto gruppo di lavoro che la compone, ne ammiro la competenza, l’onestà intellettuale e il realismo: sono, del resto, tutti dirigenti innovativi che operano nell’economia reale, facendo onore al nome italiano all’estero.

«Scenari Economici» intende fare ciò che fanno i «serbatoi di cervelli» nei paesi dominatori: elaborare pensiero originale, e fondato su dati concreti, da offrire al ceto politico e agli uomini di governo, senza distinzione di schieramento, per cambiare la situazione corrente. La situazione corrente italiana è evidente a tutti: una crisi gravissima, epocale, in cui «la politica» non sa dare risposta alcuna. La «politica» italiana è essenzialmente decerebrata, ideologicamente dipendente dal «pensiero unico» elaborato a Washington e Bruxelles, troppo occupata da interessi minimi immediati, ed esclusivamente intesa alla propria sopravvivenza. «Scenari Economici» prova ad alzare il livello della proposta politica. 

Bce pubblica, liberare l’Europa dai boss della finanza

I maggiordomi europei dei “proprietari universali” hanno inventato e messo in atto di una vera e propria “repressione finanziaria” contro i popoli europei. Essa – dicono e ripetono da cinque anni – ha lo scopo di ridurre il debito, tanto pubblico quanto privato. Ma questo debito è in gran parte il frutto di una truffa ben congegnata. E dunque va respinto come tale a coloro che hanno, per questa via, accumulato immensa ricchezza. In secondo luogo, la riduzione del debito non può essere realizzata con l’ossessiva imposizione di tagli alla spesa pubblica, e con la parallela creazione di maggiori entrate fiscali. Questa linea di presunta austerity è fallita e sta producendo aumento del debito e recessione dovunque si è tentato di imporla. Il taglio del valore reale del debito avviene solo trasferendo risorse dai creditori ai debitori. L’alternativa è tra immolare la vita di centinaia di milioni di persone o sacrificare una categoria di redditieri: il discrimine passa attraverso le regole che prevarranno in questa fase di transizione.
Si deve partire dalla denuncia dei trattati di Maastricht e di Lisbona, che costituiscono le basi dell’aggressione finanziaria contro i popoli europei. Si Mario Draghideve procedere alla nazionalizzazione di tutte le banche centrali dei paesi membri e ad una corrispondente, drastica modifica del ruolo e della struttura della Banca Centrale Europea. Gli Stati della zona euro (e quelli che vi aderiranno in caso essa rimanga in piedi), dovranno essere gli unici azionisti della Banca Centrale Europea. Questa misura dovrà accompagnarsi alla nazionalizzazione di tutte le grandi banche nazionali, togliendo loro ogni ruolo nel campo del credito e del controllo finanziario, trasferendo parte delle loro funzioni al sistema del credito cooperativo e popolare nelle varie forme storiche che esso ha avuto nel passato nei diversi paesi, o introducendolo dove, per ragioni storiche, non fu creato. E’ questa la via per restituire ai governi e ai rispettivi “ministeri del Tesoro” il controllo delle Banche Centrali nazionali e della Bce, ovvero la sovranità monetaria.

mercoledì 26 giugno 2013

La Germania propone un prelievo dell’8% sui conti deposito degli europei per salvare le banche!


Sabato, durante la riunione tra i ministri delle Finanze UE sui metodi per aiutare le banche in difficoltà, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble ha proposto di effettuare un prelievo dell’8% sui depositi bancari per garantire la sopravvivenza delle banche in difficoltà, sostenendo che questa soluzione è la migliore poiché le perdite sarebbero molto più ingenti se le banche fallissero.

In 13 anni di euro la Germania ci ha fregato duemila miliardi


In 13 anni di euro la Germania
ci ha fregato duemila miliardi

Grazie al cambio favorevole i tedeschi hanno rovesciato il tavolo dell’import-export: dal 1998 a oggi hanno incassato un bottino pari al nostro debito pubblico

LA CONFISCA DEI DEPOSITI BANCARI: L’”ESPERIMENTO CIPRO” E IL LANCIO DI UNA TENDENZA MONDIALE

DI VALENTIN KATASONOV
strategic-culture.org

A marzo 2013 la vicenda di Cipro ha scioccato il mondo intero quando è entrata nel mirino dei mass media di tutto il mondo.
I depositi bancari sono stati confiscati.
Qualcuno ha cercato di far sembrare il tutto una misura d’emergenza, un’eccezione alla regola che definisce l’attività bancaria e il funzionamento dell’economia di mercato.
Ma esistono delle solide basi per credere che le confische diventeranno un elemento della vita quotidiana.


La confisca dei depositi: un impromptu ben programmato

Gli avvenimenti sono stati descritti normalmente come una qualche decisione mal programmata, improvvisata da parte dell’Unione Europea e portata avanti dal governo cipriota.

È stata un’una tantum, un passo compiuto sotto la pressione delle circostanze. La pensiamo diversamente: dal nostro punto di vista, si è trattato di un’azione concertata e ben preparata, approvata dai vertici, tra i quali attori della scena extraeuropea. L’azione in sé dovrebbe essere definita come un precedente, un esperimento o un test. O, per essere precisi, come il test per lanciare una tendenza mondiale e per diffondere la confisca in tutto il mondo.

Già nel 2009 - 2010, quando nei summit internazionali si discuteva sulle possibili vie d’uscita dalla crisi mondiale (G7, G8, G20 e altri incontri di questo livello), nei programmi di tali riunioni comparivano punti come modalità non standard per salvare, in caso di necessità, le banche. Tra queste modalità si contemplavano dei modelli di bailout a spese dei titolari di conti. Come, per esempio, l’introduzione di tagli ai depositi, totali o parziali; oppure il congelamento dei conti, o fino al completo recupero della banca o attraverso una compulsiva conversione in azioni (capitale sociale autorizzato).

Anche dopo che la prima ondata della crisi finanziaria si è attenuata, tali idee hanno sempre influenzato i programmi delle agenzie finanziarie di tutto il mondo, come la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI)*, il Fondo Monetario Internazionale (FMI), il Financial Stability Oversight Council (FSOC), come pure le banche centrali, le agenzie finanziarie di controllo dei paesi del “golden billion”. 

martedì 25 giugno 2013

La truffa dell’Euro

aaaaNon sappiamo più come dirlo, non sappiamo più quali parole usare, ma lo ripeteremo fino alla noia.
L’euro è una truffa come lo è la comunità europea in questo stato di cose ossia sotto la blindatura dei trattati Maastritch, Lisbona, Mes, Fiscal compact, Nato, WTO, ecc. Non abbiamo più la sovranità di niente se non solo quella di decidere chi ci deve prendere per i fondelli per un altro turno (ed in parte nemmeno quella leggasi porcellum).
Ora se uno è consapevole di essere dentro una truffa cosa fa?
1) Aspetta perchè non è ancora convinto della truffa?
2) Denuncia il truffatore e aspetta?
3) Si lascia truffare perchè in fondo si lasciano truffare tutti?
4) Fa di tutto per uscire dalla truffa e la fa conoscere agli altri?
Sono quattro ipotesi che potrebbero rapresentare uno scenario di gente normale, si ma cosa vuol dire normale, in un paese dove l’infomrazione è orribilmente manipolata.

lunedì 24 giugno 2013

Ignazio Visco: in Italia lacrime per tutti…

Euro“La recessione sta segnando profondamente il potenziale produttivo, rischia di ripercuotersi sulla coesione sociale. […] Non siamo stati capaci di rispondere agli straordinari cambiamenti geopolitici, tecnologici e demografici degli ultimi venticinque anni”.
Le parole del Direttore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nella Relazione Annuale suonano come una sferzata nel giorno in cui la disoccupazione rilevata ad aprile segna un 12% e un inimmaginabile 40,5% per i giovani tra i 15 e i 24 anni.
Quanto sono lontani i tempi in cui ci veniva detto che da questa crisi saremmo usciti prima e meglio degli altri!
Eppure le parole di Visco giungono all’indomani della conclusione della procedura per deficit eccessivo per l’Italia. Tutto bene quindi? Stiamo finalmente uscendo dal tunnel?
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