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giovedì 20 giugno 2013

Una liberta' sotto sorveglianza elettronica

La nostra libertà è perennemente sotto alta sorveglianza elettronica. Le tecnologie informatiche hanno permesso di aumentare ciò che gli specialisti chiamano la nostra "tracciabilità". Le nostre attività, conversazioni, gusti e centri d'interesse lasciano delle tracce nei numerosi sistemi informatici che gestiscono il nostro quotidiano.
Tutti questi dati vengono compilati, centralizzati e memorizzati da organizzazioni pubbliche o private che possono riconoscere ad ogni istante il "profilo" di ogni individuo.

Dati informatici, telefoni cellulari, internet, associazione della carta di credito al codice barra, rete Echelon, ecco i mezzi con i quali la nostra libertà è diventata molto controllata... 

martedì 18 giugno 2013

Il “Datagate” di Monti: blitz degli 007 sui dati possibile senza via libera dei giudici


Il “Datagate” di Monti: blitz degli 007 sui dati possibile senza via libera dei giudici

In Italia tutto tace. Come se il Datagate denunciato da Edward Snowden, la “talpa” dello scandalointercettazioni legate al programma di sorveglianza Prism, fosse una storia solo americana. Ma così non è. Anzi, riguarda da vicino anche l’Italia, dove i servizi segreti possono controllare carte di credito e mail, ad esempio, senza nessuna autorizzazione della magistratura. Si tratta di uno degli ultimi lasciti del governo Monti, che il 24 gennaio 2013  ha approvato il decreto del presidente del Consiglio dei ministri dal titolo “Direttiva recante indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionale”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 marzo scorso. Un testo che, negli ultimi paragrafi, introduce una novità assoluta nel nostro ordinamento. E cioè che “gli operatori privati, ma anche le concessionarie pubbliche, dovranno spalancare le porte ai servizi di sicurezza sulle proprie banche dati, contenenti i nominativi dei cittadini italiani, e, si presume anche alle azioni compiute da questi ultimi, al di fuori di un intervento della magistratura“.

domenica 16 giugno 2013

L’FBI allunga le mani su Skype

E’ già da qualche anno che la FBI ha iniziato silenziosamente a promuovere una nuova legislazione che obblighi i fornitori di servizi VoIP (telefonia in rete) ad aggiungere una backdoor al loro software, per facilitare le intercettazioni da parte delle forze dell’ordine. In altre parole, da quando la telefonia mondiale ha iniziato a sfruttare la rete, fornendo agli utenti la possibilità di comunicare a basso costo, la capacità dell’FBI di intercettare le comunicazioni si è fortemente ridotta. La legge che permette loro di intercettare comunicazioni – previa autorizzazione del giudice
– riguarda infatti soltanto le normali linee telefoniche. 

sabato 15 giugno 2013

La Cina allenta la censura e apre a Facebook e Twitter

Mentre in Italia il governo si prepara a varare leggi bavaglio per tappare la bocca ai blogger che parlano di questioni scomode come il signoraggio bancario ed i trattati-capestro dell'UE (secondo alcune fonti ad Agosto, quando gli italiani pensano al mare, potrebbe essere approvato un provvedimento in questa direzione) la Cina invece "ammorbidisce" la censura, e apre ai più famosi social network:
Staff nocensura.com
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facebookPer la prima volta in cinque anni, la Cina ha tolto la censura ai due maggiori social network al mondo, Facebook e Twitter – bloccati nel paese -, temporaneamente e in una sola località.
Secondo il quotidiano South China Morning Post, le autorità di Chengdu, capitale della provincia occidentale di Sichuan, hanno colto di sorpresa i giornalisti che si sono recati in questa città per coprire il Fortune Global Forum, organizzato dalla rivista Fortune (iniziato ieri, terminerà sabato).
Al loro arrivo, i giornalisti hanno potuto accedere a Facebook e Twitter senza dover ricorrere ai Vpn, reti virtuali private che permettono all’internauta di navigare come se fosse in un paese diverso dalla Cina per evitare la censura imposta a queste pagine web.

Datagate: Facebook e Microsoft confermano di aver passato informazioni alla NSA, fornendo i numeri

NEW YORK - Anche Microsoft ammette di aver passato dati collegati a oltre 31mila utenti al governo Usa, in risposta alle 6-7mila richieste dalle varie agenzie. La rivelazione, così come per il social network Facebook, arriva dopo il raggiungimento di un accordo con le autorità nazionali statunitensi della sicurezza sui dati.
Anche Facebook ha ricevuto 9,000-10,000 richieste di dati degli utenti da parte di enti governativi degli Stati Uniti nella seconda metà del 2012. Il sito di social-networking ha detto che le richieste hanno riguardato i temi della criminalità locale per la sicurezza nazionale.

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